di Maria Teresa
Il mondo napoletano dell’arte contemporanea è reduce da mille diatribe, tanto personali quanto mediatiche, da quelle più “blasfeme” ed attuali relative alle ingenti somme di denaro spese (Barock al Madre), a quelle più teoriche, relative all’opportunità di alcuni interventi artistici (Carsten Nicolai a piazza Plebiscito o il significato della definizione barocco).
Confusa tra cifre, voci e sussurri mi sono detta: torna alla radice, metti un po’ di ordine e chiedi in giro quale artista o lavoro è piaciuto di più tra quelli esposti nella mostra Barock al Madre..forse a domanda banale si può ottenere risposta semplice e diretta.
In effetti c’è stato quasi un plebiscito: Damien Hirst!
Si, proprio lui che aveva scelto Napoli per la sua prima mostra antologica in uno spazio pubblico, il museo archeologico, nel lontano 2004 e che recentemente si era rimesso nuovamente in gioco nella sua ultima personale alla Wallace Collection di Londra da poco conclusasi.
Dopo una miriade di critiche sul suo lavoro, se potesse ancora considerarsi lavoro di un artista o meno (?!), ha deciso di accettare la sfida e di tornare personalmente a dipingere, pagando addirittura di sua tasca il costo dell’intera mostra ( che stranezze?!).
La critica in patria lo ha completamente e quasi unanimemente distrutto: lavori banali, dipinti male e senza alcuna verve ispirata…ma allora?
Di nuovo confusa leggo una nuova notizia: per poco meno di mille sterline oggi si può acquistare la coperta di Hirst realizzata in preziosissimo cashmere:
https://www.othercriteria.com/browse/all/all/cashmereblanket/
In questo magnifico sito si trova di tutto, firmato da diversi artisti… e poi mi ricordo che qualche anno fa artisti italiani del calibro di Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto ed Ettore Spalletti realizzarono padelle d’autore.. e allora penso che forse questa possa essere la chiave di volta per dirimere ogni mio dubbio..
Pensandoci un po’ su, noto anche che la coperta di Damien è dello stesso azzurro rassicurante della coperta di Linus ed allora capisco tutto!!!
La padella sta’ all’arte contemporanea italiana come la coperta a Damien: per gli italiani una scelta nostrana e godereccia, per Hirst il conforto rassicurante della coperta alla Linus per “rinfrancarsi” dalle delusioni della critica.
Forse a tanto parlare e per le tante domande la soluzione è semplice: buon cibo e un letto caldo e la vita va avanti…
www.othercriteria.com
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A me pare invece, collegandomi all’ultima frase sul cibo, che si faccia sempre gli schizzinosi dalle vostre parti. Avete gallerie d’arte di primissimo piano, avete più musei e spazi dedicati all’arte contemporanea, avete artisti importantissimi che vivono o passano per la vostra città e cosa riuscite a fare? Commentare, disprezzare senza mai esaltare o vantare queste fortune. Proprio non vi capisco.
A proposito di quest’opera di hirst. la trovo stupenda, in linea con il suo linguaggio e in linea soprattutto con il tempo moderno, religione, medicina (la copertina di linus), ricchezza (cashmere), morte. Se qualcuno mi presta i 975 pound e anche i 25 della maglietta, io li compro. Restituirò i soldi a rate da 100 euro nei prossimi 10 mesi.
Ciao
Fabio da Lecco